Postato da: ministroodio - mercoledì, 30 aprile 2008 - 10:08

Propongo ai lettori del blog una bibliografia minima da cui ricavare i riferimenti teorici e culturali del Teatro dell'Odio. Di tanto in tanto, sul "sito-madre" (www.teatrodellodio.splinder.com) verrà postata integralmente una delle opere contemplate dalla bibliografia che segue.

Bibliografia minima del Teatro dell’Odio

 

AA.VV. – La Bibbia

Adorno, Theodor Ludwig Wiesengrund – Minima moralia

Artaud, Antonin – Ci-gît

Bachtin, Michail Michajlovič – L’opera di Rebelais e la cultura popolare

Barthes, Roland - Sade, Fourier, Loyola. La scrittura come eccesso

Bataille, Georges – La parte maledetta

Baudelaire, Charles – Lo spleen di Parigi

Baudrillard, Jean - Il patto di lucidità o l’intelligenza del male

Beckett, Samuel – L’innominabile

Benjamin, Walter - I 'passages' di Parigi

Blake, William – Il matrimonio del Cielo e dell’Inferno

Borges, Jorge Luis – Finzioni

Bradbury, Ray – Fahrenheit 451

Büchner, Georg – Morte di Danton

Burroughs, Wiliam – Il pasto nudo

Camus, Albert – L’uomo in rivolta

Céline, Louis-Ferdinand – Viaggio al termine della notte

Cioran, Emile – La caduta dal tempo

Crowley, Aleister – Magick

Debord, Guy Ernest – La società dello spettacolo

Deleuze, Gilles e Guattari, Felix – L’anti-Edipo

Dostoevskij, Fedor Michajlovic – I demoni

Eliot, Thomas Stearns – La terra desolata

Eraclito – Frammenti

Eschilo – Prometeo incatenato

Evola, Julius – Rivolta contro il mondo moderno

Foucault, Michel – Le parole e le cose

Freud, Sigmund – Al di là del principio del piacere

Fromm, Erich – Avere o essere?

Genet, Jean – I negri

Ghelderode, Michel de – La ballata del Gran Macabro

Goethe, Johann Wolfang von – Faust

Houellebecq, Michel – La possibilità di un’isola

Huxley, Aldous – Il mondo nuovo

Huysmans, Joris Karl – Controcorrente

Jarry, Alfred – Ubu Re

Jünger, Ernst – Il trattato del ribelle

Kafka, Franz – Racconti

Kane, Sarah - Febbre

Kierkegaard, Soren – Il concetto di angoscia

Lautrèamont, Isidore Lucien Ducasse – I canti di Maldoror

Lovecraft, Howard Philips – Storia del Necronomicon

Lucrezio, Tito Caro – De rerum natura

Lyotard, Jean-François – La condizione postmoderna

Mallarmé, Stéphane – Le nozze di Erodiade

Marcuse, Herbert – Eros e civiltà

McLuhan, Herbert Marshall – Gli strumenti del comunicare

Michelet, Jules – La strega

Miller, Henry – Primavera nera

Milton, John – Paradiso Perduto

Nietzsche, Friedrich Wilhelm – La volontà di potenza

Pareyson, Luigi – Dostoevskij

Pasolini, Pier Paolo – Scritti corsari

Poe, Edgar Allan – Re Peste

Praz, Mario – La carne, la morte e il Diavolo

Rebelais, François – Gargantua e Pantagruele

Rimbaud, Arthur – Una stagione all’Inferno

Sade, Donatien Alphonse François de – Le 120 giornate di Sodoma

Sartre, Jean-Paul – Il muro

Schreber, Daniel Paul – Memorie di un malato di nervi

Shakespeare, William - Amleto

Stirner, Max – L’Unico e la sua proprietà

Tolkien, John Ronald Reuel – Il Silmarillion

Vigny, Alfred de – Poemi

Volponi, Paolo – Le mosche del capitale

Wirth, Oswald – I tarocchi

 

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Postato da: ministroodio - domenica, 27 aprile 2008 - 12:05

CROCE

In questo Santo Giorno, dedicato alla preghiera e alla meditazione, mi concedo un breve pensiero, neppure troppo originale, intorno al Mistero della Croce.

Personalmente non ce l’ho con Gesù, né voglio essere blasfemo, anche perché di Gesù tutto e niente si può dire: un corpo vuoto in cui sono state poste da diverse tradizioni tante di quelle anime contrastanti da disperderne il senso. Gesù è solo un simbolo. Mi stava simpatico quello del musical Jesus Christ Superstar, un po’ sfigato, strabichetto, neppure dotato di una gran voce, oscurato letteralmente dal carsima di Giuda, Simone, Kaifa o Erode, sballottato tra i capricci del Padre silente e la furia del popolo chiassoso…

Sì, insomma, Cristo è solo un simbolo, un contenitore. E ancora più simbolica è la Croce, identificata come icona del Dolore, a futura memoria. In questa precisa fase storica, inoltre, la Croce diventa, a prescindere dai suoi significati originali, una bandiera da brandire in muso alla diversità, un’insegna della Reazione. Non a caso le polemiche sul Crocefisso nelle aule o nei reparti ospedalieri non accennano a esaurirsi. Si tratta, al solito, di un problema di comunicazione. Ora, per sconfiggere un simbolo ci sono due modi: cancellarlo dall’immaginario o rifunzionalizzarlo. La prima ipotesi mi ripugna, giacché costituisce un vero e proprio spreco. Propendo, quindi, per la seconda.

È noto come la crocifissione sia stata una pratica alquanto diffusa nella latinità, e molti prima di Cristo sono finiti inchiodati sulla pubblica via. L’esempio celebre a cui voglio rifarmi è quello degli schiavi in rivolta contro l’Impero, capeggiati da Spartaco. Sei mila di loro, nel 71 a.C, sono stati crocefissi lungo la via che univa Capua a Roma, dopo due anni di battaglie vittoriose contro le legioni romane, umiliate e sterminate a più riprese. Ben lungi dal porgere l’altra guancia e dal sognare un mondo migliore dopo la morte, si sono immolati in nome della libertà che, come ricorda Philotèe O’Neddy, è un “nome terribile scritto sul carro degli uragani”. Bene, in loro memoria sono ben contento di vedere delle croci appese nelle aule dove insegno e al collo degli schiavi che camminano per la strada. Inizierò persino a segnarmi davanti alle chiese, per omaggiare quanti hanno pagato con la vita il tentativo di liberarsi dall’oppressione del pensiero unico.

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Postato da: ministroodio - martedì, 22 aprile 2008 - 07:36

Immagine11

Ma che succede? Mario ha vinto! Come può essere accaduto? Allora avevo ragione a mettere sullo stesso piano le Elezioni Politiche con la democrazia diretta proposta dal GF! Se non altro sul piano del riscontro. Cioè…in Italia si vota l’asse Berlusconi/Bossi per governare il Paese ma poi, quando si tratta di eleggere una figura ideale, si privilegia la franchezza senza compromesso di Mario alla faccia da “Milano da bere” di Christine, o al patetico e anacronistico richiamo ad antichi valori fraintesi di Gian Filippo, l’ultimo colonialista. E che finale è? Teresa contro Mario, fino all’ultimo. La finale dei falliti, dei poveracci, dei semplici. Si intende, televisivamente parlando. Ma ciò non toglie il fatto che sia contraddittorio riconoscersi in Mario e, contemporaneamente, voler essere governati da Silvio. Certo, le logiche del voto sono diverse. Allora forse si tratta di legge elettorale. Ne deriva la mia proposta di riforma, sempre che se ne intenda ancora parlare dopo l’indiscutibile trionfo dello Squalo Nazionale. Vi espongo il progetto di legge:

a tre mesi dalla fine della legislatura ogni forza politica sceglie un candidato premier. I candidati vengono rinchiusi in una casa attrezzata a trattenerli come ospiti per novanta giorni, costretti alla sopravvivenza (sì, ci metterei anche un po’ di Isola dei Famosi). Settimanalmente vengono sottoposti a svariate prove, anche di carattere culturale, e vincolati al confronto su specifiche tematiche politiche. Il pubblico da casa li vota. Onde evitare disguidi, ogni cittadino potrà mandare un solo sms a settimana (me lo vedo Letta a spendere un migliaio di euro al giorno in ricariche per il cellulare…). Eliminazione settimanale di un candidato finché non ne resti uno solo: il premier. I seggi del Parlamento possono venir ripartiti proporzionalmente all’ordine di uscita. Per me funziona. Se non altro ritengo che i margini di ambiguità comunicativa siano ridotti rispetto a quelli di una tradizionale campagna elettorale. Quasi quasi faccio partire una raccolta di firme…

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Postato da: ministroodio - domenica, 20 aprile 2008 - 08:03

Condominio

L’entusiasmo è una condizione rara, di questi tempi. È compatibile con una dimensione privata e quotidiana, ma alquanto refrattaria alle dinamiche che stanno subito oltre la porta della mia adorata mansarda. Danilo Soscia, il mio Virgilio nell’Inferno delle Lettere, mi ha ridonato il piacere di guardare fuori dagli abbaini incrostati di guano. È appena uscito il suo libro, Condomino. Non esito a definirlo irrinunciabile. Grido al capolavoro, e vorrei avere più voce. Ho avuto, a suo tempo, l’onore di scorrerne le bozze, e lo dico solo per il merito che ciò mi procura. Mi danno a cercare le parole per rendere l’idea di quanto c’è dentro. Partirò da Danilo; è in gran parte dalla mia dialettica con lui che è nato il Teatro dell’Odio, e la sua isterica delicatezza ne ha determinato alcune connotazioni imprescindibili, come la proiezione verso il futuro, la claustrofobia del presente, l’amore per l’allegoria, il fascino delle macerie. Tutto questo c’è, in Condomino, strutturato in un percorso sospeso e gravoso, obbligato; la condizione di un soggetto sempre frainteso riflessa sulla lama della Spada di Damocle, sul cui filo corre scalzo l’autore. Questo è quanto. Compratelo.

 

http://www.365bookmark.it/scheda_libro.lasso?codice_prodotto=20080404125304582402&-session=bookmark365:7B4852AA3D98E473A7BCABB2F7A3767A

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Postato da: ministroodio - giovedì, 17 aprile 2008 - 18:59

GF

Forse questo intervento può apparire scontato, ma non riesco a impedirmi di esprimere un’opinione rispetto al recente tour de force elettorale.

Beh, posso dirmi parzialmente soddisfatto, nel senso che la mia fiducia nel sistema democratico si è consolidata. Infatti…Mario è in finale; la gente ha capito. Il becero populismo caciarone di Lina è stato sconfitto, né il buonismo borgataro di Francesco ha avuto sorte migliore. Se anche gli occhioni imbevuti di MDMA di Christine, nel corso della finale, verranno puniti, allora saprò che vivo in un paese normale. La vittoria di Mario, auspicabile ma improbabile, coronerebbe il mio sogno: sentirmi cittadino italiano. Unica nota dolente: il trionfo di Marco ad Amici. Ma è questo il caso di fare autocritica: la trasmissione della De Filippi propone elevati contenuti artistici, e le mie umanissime, troppo umane simpatie profane non possono sperare di trovare seguito in un tale contesto. Passando alla politica, beh…il paese in mano a un giullare nano e a un paralitico affetto da priapismo rappresenta, in fondo, uno scenario interessante. Comunisti e Fascisti fuori dal Parlamento: credo sia un bene. Cosa centravano loro con QUESTA “democrazia”? 

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Postato da: ministroodio - sabato, 12 aprile 2008 - 07:42

Mi prendo un breve periodo di pausa dalla rete, poichè in altre faccende affaccendato. Ci rivediamo dopo le elezioni. Mi raccomando, non siate troppo buoni in mia assenza. A presto.

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Postato da: ministroodio - martedì, 08 aprile 2008 - 11:51

elettorale

Cosa vota il Ministro dell’Odio? E soprattutto: chi se ne frega? Beh, dài, concedetemelo, tutti ne parlano, perché io dovrei tacerne?

Prima domanda: perché voto? Perché ci tengo a recitare la parte della persona normale. Lo devo fare sul lavoro, con le persone che non conosco, per strada, nei bar, quando dormo…perché non nei confronti dello strano Paese in cui vivo? Anche Lui, del resto, fa la sua parte nello strano Mondo cui appartiene, né dubito che la Terra abbia uno strano ruolo all’interno di strani disegni cosmici che, per ora, mi sfuggono. In altre parole, votare è divertente. Voto anche al Grande Fratello. Sostengo Mario, per la cronaca. Se non votassi il giorno in cui escono i risultati non potrei constatare concretamente la mia distanza rispetto alla maggioranza del paese. E ci tengo, comunque, a distinguermi da quanti non votano per distrazione, ignoranza, qualunquismo, massimalismo di maniera. Ergo…voto.

MarioCosa? Beh, mi sforzo di respingere il ricatto centrista. Nel senso…è ovvio che Veltroni e Berlusconi fanno lo stesso gioco. O, quantomeno, lo fanno sulle questioni che per me sono davvero essenziali. Fanno a gara per essere rispettabili agli occhi di due realtà che io aborro, la Chiesa e gli States. Quindi li escludo a priori. Mi importa assai che Veltroni sia, formalmente, più legalista e rispettoso delle regole della democrazia, che i governi di centro-sinistra abbiano condotto una politica fiscale più accorta, che il risanamento del Paese, nonché la sua competitività, passino attraverso una dinamica che esclude cose come il conflitto d’interessi e la legittimazione dell’illegalità. Mi interessa molto di più non divenire complice di omicidi di massa ingiustificati, come quelli compiuti nella ex-Jugoslavia, in Afghanistan o in Iraq. O di rincorse al voto cattolico che passano attraverso il programmatico disconoscimento dei più elementari diritti dell’individuo, come quello di non rovinarsi la vita seguendo regole che non gli appartengono. Escludo quindi a priori PD e PdL. Cosa resta? La Destra e la Sinistra Arcobaleno. Il mio background è di estrema sinistra, al limite dell’extra-parlamentarsimo. Tuttavia molti miei riferimenti culturali sono prossimi alla cosiddetta Destra Sociale, cioè quella estrema. Anche perché i suoi esponenti sono gli unici a levarsi fieramente contro il male del secolo, ovverosia l’ipocrisia del Buonismo e della Non-Violenza. Però ci sono delle cose dei Fascisti che mi stanno davvero sul cazzo, in primis il nazionalismo. Ma perché dovrei preferire l’italica mediocrità a quella molto meno orgogliosa di tante altre culture? Cos’hanno gli Italiani di così bello da preferire sé stessi rispetto ad altri popoli? I monumenti? Sì, che neppure conoscono…insomma, mucchi di pietre per loro senza nome, ma significativi per molti stranieri che loro disprezzano. Eppoi…tutta questa paura del diverso…negri, froci, mussulmani, cinesi…cosa c’è da difendere?funeraria Quali sarebbero i valori messi in discussione da queste realtà emergenti? Un privilegio economico nascosto da una precaria, ma sbandierata, identità culturale. Quindi…non mi interessa. Passiamo a Sinistra (già, perché tralascio i Leghisti che, oltre ad appoggiare il PdL, rappresentano la cassa di risonanza di tutta l’ottusità provinciale e anacronistica della nostra nazione). Qui ho le idee meno chiare. Dunque, escludo la Sinistra Critica, un’accolita di imbecilli che, privi di idee proprie, cavalca l’onda dell’opposizione al Governo Prodi per crearsi un ruolo artificioso. Passiamo alla Sinistra Arcobaleno. Dunque, il nome mi repelle, ma ha un senso. Avrei preferito Sinistra del Caos, o qualcosa del genere. Mi accontento. L’Arcobaleno rappresenta la diversità, l’insieme dei fenomeni sommersi, cioè l’insieme delle alterità rispetto al pensiero dominante. Froci, precari, lesbiche, ecologisti, comunisti, femministe, no-global ecc…ecc…Sono certo che in mezzo, da qualche parte, ci sto pure io, che non sono nessuna di queste cose. E molte componenti del programma mi interessano: il precariato, la politica estera, la difesa, in genere, dei diritti delle vittime dei processi economici in atto, una visione decisamente laica dello stato, una spiccata attenzione al movimentismo, alle piazze, alla base. Una soluzione unica che interpreta una sensibilità condivisa nel paese, fottendosene del solito ricatto del maggioritario, la manfrina che ci ripetono da quindici anni: “se non voti per noi, sprechi il voto e rafforzi Berlusconi”. Personalmente mi sono rotto il cazzo di mettere il buon Silvio al centro della vita politica del Paese; non tollero che tutto ruoti attorno a lui. C’è dell’altro. Beh, in linea di massima mi ritrovo nell’Altro sostenuto dalla Sinistra Arcobaleno. Ma…non mi piacciono gli uomini. Quel Bertinotti e quegli altri tutti che se ne sono stati buoni buoni a ingoiare merda fin tanto che erano forze di governo (salvo poi venir ingiustamente e strumentalmente accusati da Veltroni di essere la vera causa della caduta di Prodi…). E che adesso cosa vorrebbero fare? Racimolare un po’ di voti sbandierando in  muso all’elettorato un coacervo di ideali con cui hanno ampiamente dimostrato di non saper essere coerenti? E allora che si fa? Ferrando? Beh, ha il coraggio delle sue idee. Senza dubbio. Espulso da Rifondazione perché ha parlato di Resistenza del popolo Irakeno. Cioè perché ha detto quello che tutti sanno ma che nessuno può permettersi di dire. Un merito che andrebbe premiato…Gli è che…non sono comunista, cazzo! Vorrei, ma non posso. Cioè, l’analisi va bene, è tendenzialmente precisa, efficace, illuminante e veritiera…ma la prassi…tutto quel demagogico operaismo di maniera, il disperato bisogno di recuperare un abortito culto della personalità (Trotsky al posto di Stalin), il continuo richiamo a una base che tende a non esistere più…Sì, certo, sono intelligenti, direi intellettuali, ma sono politici? Che faccio, ragazzi, che faccio? Niente…penso alla gente che vota…a chi vota per chi…a chi vorrei incontrare al bar…a quelli con cui ho qualcosa da condividere…a chi mi pagherebbe da bere se non ho soldi…a chi capirebbe le mie delusioni…a chi s’indignerebbe con me…cosa votano questi? Credo che votino Sinistra Arcobaleno, e lo farò anch’io. Perché non amo chi andrà in Parlamento grazie al mio voto, ma spero ancora che la base conti qualcosa, alla faccia del Centralismo Democratico, che l’anima di bronzo di Bertinotti ha riportato in auge.

democristiana

Nella categoria : riflessioni, comizi
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Postato da: ministroodio - venerdì, 04 aprile 2008 - 09:44

“Sono guarito.”

 

“Ho esaurito le ragioni, e i torti non mi bastano più.”

 

“Il tempo era scaduto, e al supermercato non me lo hanno voluto cambiare.”

 

“Mi ha consigliato di farlo un altro me di molti anni più giovane.”

 

“Ho letto tutti i libri.”

 

“La roulette russa era truccata.”

 

“Scusatemi, mi sono davvero rotto i coglioni.”

 

“Ho capito troppo tardi che l’endura non è una competizione motociclistica.”

 

“Lascio ogni speranza senza neppure entrare.”

 

“L’erba del vicino era troppo verde, e il suo abito così monacale…”

 

“Adoro l’odore del metano al mattino.”

 

“Non mi sono impiccato: è stato il mondo che ha voluto appendersi a me.”

 

“La mia morte è il mio testamento.”

 

 

 

Aggiungete il vostro. Grazie.

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Postato da: ministroodio - mercoledì, 02 aprile 2008 - 09:19

4DPict

Arriva l’ora

Se sei solo

Tra notte e giorno

(Con la luce della notte che abbaglia

I deboli bargigli del giorno)

Arriva l’ora in cui

Bisogna smettere di temere

Perché sono gli altri che vedendoti

Temono te.

In questo Impero di lenta paura

Voglio fotterti e farti urlare.

Con la musica che t’inchioda

Al pavimento delle parole

Ti apro le cosce a colpi di giambo

Legandole a terra

Con corde intessute nel chiasmo.

Ti sudano i piedi per il caldo del ritmo

Guizzano le ginocchia lacerate

Da insostenibili cedimenti sonori.

      Sverrai dal piacere.

Ferirti le carni di rime

Suturarle di seme. Sborrarti in muso

Vellicando il tuo culo ambizioso.

Cospargerti le costole di miele

Con sciami di mosche e vespe e fruste

Che dalla tua rorida fica furiose

Ti si riversano addosso.

“Sesso” non è una parola, è una suadente scommessa

Che vinco leccandoti tutta.

Cagati l’anima, amore mio,

Dio freme e vorrebbe ma non può.

Accoglimi dentro e diventa una scrofa

Sanguina sul mio dolore di non essere eterno

Rigurgita la voglia di popoli ottusi

Dalla tua bocca ingorda.

Sei una pozza di onnipotenza

Nel mare di violenza che ti vomito che ti affoga.

Sei tu la regina che io depongo

Uovo gigante partorito dal niente

Nella tua straziante vagina.

Consumati contro gli alberi

Aprendoti, dilatandoti, rivendicando

La tua inestinguibile fame.

La tua lucida pelle è il Libro

Scritto dal Profeta

Che io interpreto parola per parola

Per rivelare al Figlio dell’Uomo

L’odore della Donna.

È primavera, la frutta non ancora matura,

il delitto è nell’aria

pisciami addosso.

 

Nella categoria : poesie
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