Postato da: ministroodio - giovedì, 26 luglio 2007 - 09:11
1)      Dire ciò che non si deve dire è un privilegio solo per chi sente di dover tacere.
2)      Si può rinunciare solo al possibile.
3)      Il Male e il Bene non coincidono con la felicità e l’infelicità.
4)      “Io” è un mezzo, non un fine.
5)      Il fine non è la fine. Senza un fine non c’è un inizio, ma ci sono parecchi inizi che non avranno mai una fine.
6)      Le possibilità da esaurire sono infinite; ma è meglio portare a estreme conseguenze ipotesi sensate.
7)      Di ciò di cui non si può parlare si deve tacere. Ma di tutto il resto si deve dire ogni cosa. Si può parlare di tutto ciò di cui si parla.
8)      Non si tace mai abbastanza. Quindi è inutile cercare di tacere.
9)      Si parla sempre a qualcuno. Anche sognando.
10) Siamo responsabili di tutto ciò che facciamo, e in ogni istante facciamo qualcosa. È una condanna, ma può diventare Onnipotenza.
Senza nome3
11) È impossibile dire la verità, come definire la data della propria morte: si sa solo che si deve morire.
12) Il suicidio è un comizio rivolto a una platea di sordi.
13) Il passato è un racconto, intorno al fuoco della nostra frustrazione del contingente. Si parla di ciò che è stato per dimenticare ciò che è. Il pessimista parla di ciò che sarà. E l’ottimista è un onanista.
14)  Si può trascendere in molti modi: ogni scelta è fondata su una trascendenza, e la trascendenza non può evitare di essere un equivoco, sia essa un Dio o un eccesso di rabbia.
15) Abbiamo bisogno di uno o molti dei, ma non di prenderli sul serio.
16) Il richiamo alla prassi, o all’efficienza, è una petizione di principio, funzionale solo a ricondurre un discorso a un’impossibile dialettica tra parole e cose. L’inazione è l’unica vera utopia, l’abulia si contraddice nella propria valenza normativa.
17) Si può negare qualsiasi cosa: meravigliosa è la resistenza di porzioni di esistenza alla ferocia della negazione. Di questa resistenza consta il nostro diritto a esistere.
18) Ogni coppia di opposti è male assortita, creata esclusivamente affinché i suoi componenti si rafforzino a vicenda. Si può solo opporre falsità a falsità, equivoco a equivoco, gioco a gioco. È l’unico modo per rendere giustizia a ciò che viene mutilato in nome dell’effimero.
19) Ogni gioco ha le sue regole. L’infrazione ne è parte essenziale.
20) L’infrazione ha le sue regole. Infrangerle non significa far parte del gioco, ma non sapere a che gioco si sta giocando.
Nella categoria : riflessioni
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